Il Centro Servizi Culturali S. Chiara, proprietà del Comune di Trento, è situato accanto al parco urbano nel centro città, in un ex convento medievale, tutelato dalla Sovrintendenza dei Beni architettonici. Dagli anni '80 i due teatri e le sale conferenze ospitano numerosi eventi ed attraggono persone di tutte le età e culture. Nel 2016 una parte del complesso è in grave stato di abbandono e vi campeggiano scritte xenofobe sulle pareti, segno di degrado urbano e civile. La segnaletica del Centro non viene più aggiornata dagli anni '90 e l'illuminazione è ritenuta insufficiente. Viene così indetta una gara di servizi, finalizzata a progettare diversi elementi di arredo urbano: i totem per pubblicizzare gli spettacoli, i segnali di indicazione e direzione, i rivestimenti murali, i porta-volantini e una nuova illuminazione esterna a LED. Lo studio Burnazzi Feltrin vince la gara: la committenza li sceglie anche grazie alla sensibilità ambientale dimostrata da un'esperienza decennale in installazioni di upcycling (riuso creativo). L'installazione artistica permanente del Centro si deve interrogare sulla grande responsabilità sociale ed ambientale del progetto di arredo urbano. Sia i designer che la committenza lavorano fin da subito affinché la cultura possa far fronte al degrado. Queste convinzioni ispirano l'idea di progetto: riusare a fini artistici i rifiuti prodotti dal Centro. L'installazione e la segnaletica riutilizzano circa 200 pannelli pubblicitari degli spettacoli passati, accumulati nel corso degli anni. I pannelli compositi di alluminio, anche di grandi dimensioni, versatili ma anche costosi e difficili da riciclare, sono st ati selezionati, tagliati in strisce, divisi per colore ed infine riassemblati, in modo apparentemente casuale, su un supporto in legno. Al fine di aiutare l'orientamento dei visitatori, la segnaletica è realizzata in fogli di alluminio spazzolato, in contrasto con la tinta prevalente del complesso, un caldo color cotto. L'allestimento parla alla mente e al cuore e vuole toccare i sentimenti delle persone. Di notte, l'illuminazione migliora la sicurezza e sottolinea sia il nuovo arredo urbano che l'architettura storica. Il materiale di scarto, assemblato con apparente casualità, ci insegna che nessuno è perfetto e che la società è arricchita dalla diversità. Le superfici multicolori dell'installazione disincentivano le scritte e gli atti di vandalismo; questo è dimostrato dal fatto che, dalla fine dei lavori, non vi è stato aggiunto alcun graffito. Il riuso dà luogo ad una nuova estetica, perché il materiale di scarto, se usato in modo ripetitivo, ha un forte impatto visivo. Durante la costruzione, i cittadini erano molto curiosi e chiedevano informazioni, quindi all'ingresso principale è stato collocato un testo esplicativo del progetto. Più avanti, nuovi elementi verranno aggiunti all'installazione permanente, continuando il lavoro di educazione alla interculturalità e dando a tutto/i una seconda possibilità.