DòMo si configura come una proposta innovativa nel campo progettuale e costruttivo, rispondendo all’urgente richiesta di sostenibilità nel settore edilizio. Uno degli scopi principali del progetto è allinearsi agli standard stabiliti per affrontare il cambiamento climatico. Con particolare attenzione al concetto di “embodied carbon”, si propone di contribuire attivamente alla riduzione delle emissioni di CO2, aspirando a diventare un modello replicabile e sostenibile. Concepito come una struttura emisferica, DòMo si integra perfettamente in contesti prestigiosi come quello di Castel del Monte che, situato nel cuore della Murgia Pugliese e noto per la sua forma ottagonale, costituisce un capolavoro unico dell'architettura medievale e dal 1996 è nella lista del patrimonio mondiale Unesco. Il luogo scelto, si trova a sud dell'Italia, precisamente in Puglia, a 18 km dalla città di Andria. DòMo, si propone di ospitare un museo che offre una vista panoramica della fortezza e del territorio circostante. Integrando questa prospettiva, diventa un simbolo tangibile dell'intersezione tra storia, cultura e sostenibilità. La sua replicabilità consente di creare una struttura unica e adattabile ad ogni contesto estrattivo e culturale, valorizzando le risorse locali e rispettando l'identità dei luoghi. La crescente consapevolezza ambientale e l’urgenza di reintegrare le pratiche costruttive tradizionali hanno guidato il progetto verso l’utilizzo della pietra, nel dettaglio scarti derivanti dalla lavorazione del materiale naturale, come elemento primario per la costruzione. In questo scenario, la progettazione computazionale emerge come uno strumento fondamentale per affrontare la complessità delle fasi di progettazione e costruzione. La capacità di generare variazioni rapide e controllate permette una progettazione su misura in risposta alle esigenze specifiche di contesti diversi, garantendo al contempo un’elevata efficienza. I file parametrici risultanti da questo processo vengono inviati ai FabLab più vicini al cantiere, i quali procedono alla stampa 3D delle casseforme personalizzate, utili per la realizzazione del concio che comporrà la struttura, creando così una connessione diretta tra la progettazione digitale e la realizzazione tangibile sul luogo. Il processo si basa sull'utilizzo di un geopolimero innovativo, utilizzato per la creazione dei conci, in cui la polvere di pietra svolge un ruolo chiave. Questo metodo non solo risolve il problema dello smaltimento costoso delle polveri di pietra, ma offre anche vantaggi economici e miglioramenti significativi in termini di performance tecnica. L’obiettivo del progetto è dunque la replicabilità su tutto il territorio italiano attraverso una mappatura capillare di FabLab, aree estrattive e sito di progetto, sostenendo l'artigianato italiano e contribuendo alla sua rinascita.