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Progetto

LA VIA DELL’AMORE. Progetto di rigenerazione paesaggistica del sentiero e della sua falesia

location_onSentiero N 2, 19017 Riomaggiore SP, Italia
personcreated by Benedetta Medas
Tipologia:Recupero
Stato:Realizzato
Destinazione d'uso:Museo
SDG:Goal 11, Goal 13, Goal 15
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Tipologia:Recupero
Stato:Realizzato
Destinazione d'uso:Museo
SDG:Goal 11, Goal 13, Goal 15
LA VIA DELL’AMORE. Progetto di rigenerazione paesaggistica del sentiero e della sua falesia
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LA VIA DELL’AMORE. Progetto di rigenerazione paesaggistica del sentiero e della sua falesia
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LA VIA DELL’AMORE. Progetto di rigenerazione paesaggistica del sentiero e della sua falesia

description

Il progetto è il frutto di una serie dinamica di compromessi, in primo luogo, con la Natura perché la falesia, in continuo movimento, ha imposto una pratica di osservazione costante per calibrare al meglio gli interventi di protezione fino alle ultime fasi del cantiere nel rispetto congiunto degli SDG 13 e 15. È quindi la testimonianza tangibile di come la tutela del paesaggio passi necessariamente per la sua trasformazione che deve essere multiattoriale e inclusiva e non meramente assimilata al mantenimento inalterato di panorami o assetti cristallizzati, come troppo spesso la tutela del In un contesto dominato dalla verticalità e dalla vertigine, il progetto rifugge ogni intento mimetico, promenade architectural ibrida si espone ed espone tanto la falesia quanto le persone sempre protette dall’ordito lucente delle reti paramassi e dalle forme sinuose delle nuove gallerie. Tanto esile quanto roboante per il coinvolgimento sensoriale che induce, è uno spazio pubblico del tutto non convenzionale le cui nuove strutture sono scarnificate all’osso, capaci di dissolversi e fare da cornice silenziosa e tenace ai passi che in esse risuoneranno. Proprio perché integrazione paesaggistica non significa camouflage, le reti, il colore della roccia, gli stessi frammenti della falesia sono protagonisti che trovano qui molteplici declinazioni e compongono una coreografia essenziale e sobria, interpretando fedelmente lo spirito di questi territori che Eugenio Montale aveva abilmente ritratto nei suoi versi. La nuova pavimentazione reinterpreta tessiture e colori dei sentieri limitrofi, il sistema d’illuminazione si integra e scompare nei montanti della ringhiera, sedute e terrazzamenti spesso di fondono. In un contesto dominato dalla verticalità e dalla vertigine, il progetto rifugge ogni intento mimetico, promenade architectural ibrida si espone ed espone tanto la falesia quanto le persone sempre protette dall’ordito lucente delle reti paramassi e dalle forme sinuose delle nuove gallerie. Tanto esile quanto roboante per il coinvolgimento sensoriale che induce, è uno spazio pubblico del tutto non convenzionale le cui nuove strutture sono scarnificate all’osso, capaci di dissolversi e fare da cornice silenziosa e tenace ai passi che in esse risuoneranno. Proprio perché integrazione paesaggistica non significa camouflage, le reti, il colore della roccia, gli stessi frammenti della falesia sono protagonisti che trovano qui molteplici declinazioni e compongono una coreografia essenziale e sobria, interpretando fedelmente lo spirito di questi territori che Eugenio Montale aveva abilmente ritratto nei suoi versi. La nuova pavimentazione reinterpreta tessiture e colori dei sentieri limitrofi, il sistema d’illuminazione si integra e scompare nei montanti della ringhiera, sedute e terrazzamenti spesso di fondono. Il progetto della Via dell’Amore è, possiamo dire, un piccolo grande esempio dell’approccio che interpreta il paesaggio come progetto, per usare le parole del maestro Franco Zagari, e testimonia la capacità imperitura delle Cinque Terre di sostenere una continua sfida con l’elemento naturale, cifra distintiva del modo peculiare di abitare questa soglia tra cielo e mare.

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